Schema di cablaggio del palco: come collegare l'audio dal microfono al mixer
Lo stage plot dice dove sta ogni cosa. Il cablaggio dice come le colleghi. È la parte che non si vede nel disegno ma che decide se, la sera, il segnale arriva pulito al banco — o non arriva.
Che cos'è lo schema di cablaggio di un palco?
Lo schema di cablaggio è la mappa del percorso del segnale audio: da ogni sorgente sul palco — un microfono, una DI, un'uscita di linea — fino all'ingresso del mixer, passando per i cavi, il multicore e lo stagebox. Mentre lo stage plot risponde a «dove sta cosa», il cablaggio risponde a «cosa entra in cosa»: quale microfono finisce in quale linea, e con quale numero arriva al banco. È l'anello che tiene insieme il disegno del palco e la channel list.
Qui parliamo solo del segnale audio analogico — i cavi, non la corrente. Per l'alimentazione, i carichi e i quadri c'è una guida a parte: l'assorbimento elettrico del palco. Le due cose viaggiano vicine ma non vanno confuse, e soprattutto i loro cavi non vanno mai stesi insieme.
Il percorso del segnale, passo per passo
In un palco tipico il segnale fa sempre lo stesso viaggio:
- La sorgenteUn microfono, una DI (per basso, tastiere, acustica col pickup) o un'uscita di linea. È il punto in cui il suono diventa segnale elettrico.
- Il cavo microfonicoUn cavo bilanciato con connettori XLR porta la singola sorgente fino allo stagebox più vicino. Deve avere un po' di lasco: un cavo teso è un cavo che si stacca.
- Lo stageboxLa scatola a bordo palco dove tutte le linee si raccolgono. Ogni ingresso è numerato: quel numero è lo stesso della channel list.
- Il multicore (snake)Il cavo unico che porta tutte le linee dallo stagebox al mixer, con un solo tiraggio invece di venti cavi sparsi.
- Il mixerAl banco, ogni linea del multicore entra nel canale che le corrisponde. Se la numerazione è coerente, il patch è già fatto.
La regola che fa risparmiare più tempo: lo stesso numero deve valere ovunque. Il canale 3 sullo stage plot è la linea 3 dello stagebox, è il canale 3 in channel list, è il fader 3 al banco. Quando questa catena si spezza, qualcuno passa il soundcheck a inseguire un cavo.
Cavi bilanciati: perché il palco funziona così
Quasi tutto l'audio di palco viaggia su linee bilanciate (XLR a tre poli, o TRS). Il motivo è uno solo, ed è il cuore del cablaggio: un segnale bilanciato cancella il rumore che raccoglie lungo la strada. I disturbi elettromagnetici si inducono uguali sui due conduttori; all'ingresso, il mixer li sottrae l'uno dall'altro e il rumore si annulla, mentre il suono resta. È per questo che un segnale di microfono, debolissimo, può correre cinquanta o cento metri fino al banco senza arrivare pieno di ronzio.
Lo sbilanciato (il jack di una chitarra, un cavo RCA) non ha questa protezione: oltre i pochi metri raccoglie disturbo. Ecco perché uno strumento a livello di linea sbilanciato si porta al banco con una DI box, che lo trasforma in un segnale bilanciato prima del tiraggio lungo.
Multicore, stagebox e sub-snake
Su un palco con molti canali non si stendono venti cavi singoli fino al banco: si usa un multicore (o snake), un cavo unico che raccoglie tutte le linee. Si descrive con due numeri: le mandate (dal palco al mixer) e i ritorni (dal mixer al palco, per i monitor). Un multicore «24/4» porta 24 sorgenti al banco e riporta 4 linee sul palco.
Il multicore termina sullo stagebox, la scatola a bordo palco. Da lì, per le zone dense, si usano sub-snake: un piccolo multicore che serve solo la batteria (otto, dieci linee da un punto solo) evita una matassa di cavi attorno alle pedane. Meno cavi liberi in giro significa meno inciampi, meno errori e un palco che si smonta in metà tempo.
Lo split: quando le console sono due
Se il monitoraggio ha una console dedicata sul palco, la stessa sorgente deve arrivare a due banchi — FOH (sala) e monitor. Non si sdoppia con una Y qualsiasi: si usa uno split. Uno split passivo usa un trasformatore per separare le due uscite senza disturbi; uno attivo le alimenta separatamente ed è più stabile su tiraggi lunghi o con molte uscite. È un dettaglio che, sullo schema di cablaggio, va indicato: chi allestisce deve sapere in partenza se il segnale va splittato e dove.
Ronzio e loop di massa: la causa e i rimedi
Il ronzio (hum) sul palco quasi sempre nasce da un loop di massa: due apparecchi collegati a masse diverse creano un anello in cui si induce corrente, e la senti come un brusio a 50 Hz. I tre rimedi, in ordine:
- Linee bilanciate ovunque, e DI con ground lift per gli strumenti: interrompe il loop senza staccare la terra di sicurezza.
- Un'unica alimentazione per tutto l'audio, così c'è una sola massa di riferimento. È il punto in cui il cablaggio incontra l'impianto elettrico: alimentare l'audio e le luci da prese diverse è una delle cause di ronzio più comuni.
- Cavi audio lontani da quelli di potenza. Se un cavo audio deve incrociare uno di corrente, farlo a 90 gradi: l'induzione è minima quando si tagliano perpendicolari, massima quando corrono paralleli e vicini.
Gli errori di cablaggio che si pagano la sera
- Cavi troppo corti o tesi. Senza un lasco, il primo che inciampa stacca un canale. Lascia sempre un'ansa di servizio a ogni estremità.
- Audio e corrente nella stessa canalina. È la ricetta del ronzio: vanno separati, sempre.
- Numerazione incoerente tra stagebox, channel list e stage plot. Ogni scarto è una telefonata al soundcheck.
- Niente etichette. Un cavo non etichettato, in mezzo a cinquanta, è mezz'ora persa quando qualcosa non suona.
- Nessun margine sul multicore. Un 16/4 per sedici canali esatti non lascia spazio a un microfono in più: dimensiona con un po' d'aria.
Come StagePlot disegna il cablaggio
Questo è il punto in cui l'editor va oltre il disegno. Quando gli elementi sono in scala reale, StagePlot traccia i percorsi dei cavi dal palco allo stagebox e al mixer seguendo le distanze vere, e ne stima le lunghezze — così il multicore lo dimensioni sui metri effettivi, non a occhio. È la funzione che i comuni disegnatori di stage plot non hanno: loro mettono le icone, qui il palco sa anche come è collegato.
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Domande frequenti
Che differenza c'è tra stage plot e schema di cablaggio?
Lo stage plot mostra dove sta ogni cosa sul palco; lo schema di cablaggio mostra come le cose sono collegate fra loro. Il primo risponde a «chi va dove», il secondo a «cosa entra in cosa»: quale microfono va in quale linea dello stagebox, e da lì al mixer.
Cos'è uno snake (multicore) audio?
Uno snake, o multicore, è un cavo unico che raccoglie molte linee audio (per esempio 24 mandate e 4 ritorni) e le porta dal palco al mixer con un solo tiraggio. Termina su uno stagebox a bordo palco, dove si collegano i singoli cavi microfonici.
Perché i cavi audio del palco sono bilanciati?
Perché la linea bilanciata (XLR, tre poli) cancella il rumore captato lungo il cavo: i disturbi si sommano uguali sui due conduttori e all'arrivo si annullano. È ciò che permette a un segnale di microfono debole di correre decine di metri fino al mixer senza raccogliere ronzio.
Quanto può essere lungo un cavo microfonico?
Un cavo microfonico bilanciato di buona qualità regge tranquillamente 50-100 metri senza perdita udibile, proprio grazie al segnale bilanciato. Il limite pratico non è la lunghezza ma la vicinanza ai cavi di potenza: tenerli separati evita il ronzio indotto.
Come si evita il ronzio (hum) sul palco?
Tre accorgimenti: usare linee bilanciate e DI con ground lift per gli strumenti, alimentare tutto l'audio da un'unica presa (una sola massa), e tenere i cavi audio lontani da quelli di corrente, incrociandoli a 90 gradi quando è inevitabile passarci sopra.