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Come compilare la scheda tecnica della tua band

Passo per passo, con un esempio completo e gli errori che me la fanno mettere da parte quando la ricevo. In cinque punti, senza gergo inutile.

A cura di Simone Castellan, sound engineer per spettacoli dal vivo · aggiornato l'11/08/2026

Cos'è la scheda tecnica di una band

La scheda tecnica è il documento che una band invia al locale, al festival o al service audio prima del concerto per dire cosa suona, come va ripreso e di cosa ha bisogno sul palco. Contiene quattro cose: lo stage plot (la pianta del palco con le posizioni di musicisti, amplificatori e monitor), la channel list (l'elenco numerato dei canali che entrano nel mixer), le richieste di monitor e impianto, e i contatti del referente tecnico. È lo stesso documento che service e agenzie chiamano rider tecnico, o tech rider in inglese: cambia il nome, non il contenuto. Serve a una cosa sola — permettere a chi ti ospita di preparare tutto prima che tu arrivi, invece di scoprire alle 18 che servono due DI in più.

Perché conviene farla bene

Una scheda tecnica chiara non è burocrazia: è tempo che ti torna indietro. Chi la riceve la usa per assegnare i canali, decidere quanti mix monitor mandare in palco, capire se il suo impianto basta e preparare i cavi giusti. Se è chiara, quando arrivi trovi il palco già patchato e il soundcheck comincia. Se manca o è confusa, il soundcheck comincia con venti minuti di domande — e quei venti minuti li perdi tu, non il locale.

C'è anche un effetto meno ovvio: una scheda fatta bene cambia il modo in cui ti trattano. Un documento ordinato dice che sai come funziona un palco, e chi lavora lì lo nota subito.

I 5 passi

1. Lo stage plot

È la prima cosa che il fonico guarda, spesso l'unica se ha fretta. Disegna il palco visto dall'alto, con il pubblico in basso, e metti ogni musicista dove sta davvero. Segna gli amplificatori, la batteria, i leggii, i monitor a pavimento e le prese di corrente che ti servono.

Il punto che fa la differenza è la scala reale: se il tuo disegno dice che la batteria occupa due metri e mezzo di larghezza, chi allestisce sa se ci sta sulla pedana. Uno schema fuori scala, con le icone tutte della stessa dimensione, è grafica — non informazione.

Indica anche il fronte palco e la posizione del pubblico. Sembra ovvio, ma metà degli stage plot che ricevo non lo dice, e destra e sinistra cambiano a seconda di chi guarda.

2. La channel list

È l'elenco numerato di tutto ciò che entra nel mixer, nell'ordine in cui vuoi che sia patchato. Per ogni riga servono tre informazioni: numero, sorgente (kick, snare, basso, voce lead…) e tipo di ripresa (microfono dinamico, condensatore, DI). Una quarta colonna di note serve per phantom 48V, stereo, o «porta lui il microfono».

Due regole che valgono più di tutto il resto: la numerazione deve essere coerente con lo stage plot, e l'ordine deve seguire la convenzione — prima la batteria, poi le percussioni, poi bassi e chitarre, poi tastiere, poi le voci. Non è un capriccio: è l'ordine in cui il fonico si aspetta di trovare i canali sul banco, e rispettarlo dimezza il tempo di patch.

Sul modello dei microfoni: indica il tipo, e se citi un modello aggiungi «o equivalente». Chiedere un modello preciso come obbligatorio non migliora il suono e crea solo un problema a chi quel microfono non ce l'ha.

3. I monitor

Scrivi quanti mix monitor indipendenti ti servono e cosa vuole sentire ognuno. «4 spie» non basta: quattro spie con un unico mix sono una cosa, quattro mix separati sono un'altra e non tutti i locali possono darteli.

Il formato che funziona è una riga per mix: «Mix 1 — voce: voce, un po' di kick e basso». Se usate in-ear, dillo esplicitamente e specifica se il sistema lo portate voi. E se sai di essere flessibile — per esempio che in un club puoi stare con due mix invece di quattro — scrivilo: è l'informazione che rende una scheda accettabile invece che problematica.

4. Il backline

Qui si generano quasi tutti i malintesi, e si risolvono con una sola accortezza: per ogni voce, dire se la porti tu o la chiedi al locale. Scrivere «batteria» in mezzo a un elenco non dice niente — e la sera del concerto è tardi per scoprirlo.

Fai due colonne, o due liste separate: «Portiamo noi» e «Chiediamo». Nella seconda sii realistico su cosa un locale può avere: un ampli per basso e un ampli chitarra sì, un pianoforte a coda accordato no.

5. Contatti, data e versione

In fondo, tre righe che sembrano banali e che valgono quanto tutto il resto: nome e telefono del referente tecnico raggiungibile il giorno dell'evento, la data dell'ultimo aggiornamento e un numero di versione.

La data e la versione servono a un problema molto concreto: i service archiviano le schede. Se l'anno scorso hai mandato una scheda con cinque elementi e quest'anno siete in quattro, senza una data chi la ripesca prepara il palco sbagliato.

Un esempio completo

Una band di quattro elementi: voce con chitarra acustica, chitarra elettrica, basso, batteria. Questo è il livello di dettaglio che basta per il 90% dei locali.

Stage plot

Batteria al centro sul fondo, basso a sinistra guardando il palco, chitarra elettrica a destra, voce con acustica in fronte al centro. Quattro monitor a pavimento, uno per postazione. Prese di corrente vicino ai tre amplificatori.

Esempio di scheda tecnica: stage plot in scala di una band di quattro elementi con batteria, basso, chitarra, voce e quattro monitor
Lo stage plot dell'esempio, disegnato in scala reale.

Channel list

Esempio: channel list di una band di quattro elementi
#SorgenteRipresaNote
1KickDinamico
2SnareDinamico
3Hi-hatCondensatorePhantom 48V
4-5Overhead L/RCondensatoreStereo, phantom 48V
6BassoDIPortiamo noi la DI
7Chitarra elettricaMicrofono su ampli
8Chitarra acusticaDI
9Voce leadDinamico
10Cori (chitarra elettrica)Dinamico

Monitor

Backline

Cosa portiamo e cosa chiediamo
Portiamo noiChiediamo al locale
Chitarre, basso, testata basso, pedaliere, DI del bassoAmpli chitarra (combo valvolare o equivalente)
Rullante, piatti, pedaleBatteria completa senza rullante e piatti
4 aste microfoniche a giraffa, 2 diritte

Impianto e contatti

Gli errori che fanno scartare una scheda tecnica

Questi li vedo arrivare da chi organizza, non da chi scrive. Sono i motivi per cui una scheda finisce in fondo alla pila.

Quante versioni tenere pronte

Due bastano quasi sempre. Una completa, per palchi grandi e festival, con tutti i canali e tutti i mix. Una ridotta per club e pub: meno mix monitor, batteria con meno microfoni, magari senza cori. Tenerle già pronte evita di fare tagli improvvisati la sera stessa — che è il momento peggiore per decidere a cosa rinunciare.

Se suonate anche in formazione acustica, quella è una terza scheda, non una nota a piè di pagina della prima.

Come inviarla

PDF allegato, non link a Drive che scadono o richiedono accesso. Nome del file leggibile: NomeBand_SchedaTecnica_2026_v2.pdf. Inviala insieme alla conferma della data, non il giorno prima: chi deve procurarti qualcosa ha bisogno di tempo per farlo.

Se il locale non risponde, non darlo per scontato: una telefonata di due minuti al tecnico il giorno prima vale più di tre email.

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Domande frequenti

Quanto deve essere lunga la scheda tecnica di una band?

Da una a due pagine PDF per una band fino a sei elementi. Una pagina con lo stage plot, una con channel list, monitor, backline e contatti. Se supera le tre pagine, quasi sempre contiene cose che il locale non leggerà.

«Scheda tecnica» e «rider tecnico» sono la stessa cosa?

Sì: sono lo stesso documento. In Italia le band dicono più spesso «scheda tecnica», mentre «rider tecnico» (o «tech rider» in inglese) è il termine più usato da service e agenzie.

Chi la scrive, la band o il fonico?

La scrive la band, idealmente insieme al proprio fonico se ne ha uno. Chi la riceve è il fonico del locale o del service, che la usa per preparare il patch e capire cosa serve.

Devo indicare i modelli esatti dei microfoni?

Meglio indicare il tipo (dinamico, condensatore, DI) e citare un modello solo come riferimento, aggiungendo «o equivalente». Chiedere modelli specifici come obbligatori restringe le opzioni del service senza migliorare il risultato.

Serve una scheda tecnica diversa per ogni locale?

Di solito bastano due versioni: una completa per palchi grandi e una ridotta per club e pub, con meno mix monitor e meno canali. Averle pronte evita di improvvisare tagli la sera stessa.

In che formato va inviata?

Sempre in PDF, con il nome del file che contiene nome della band, anno e versione. Documenti Word, Pages o foto dello schema scritto a mano vengono spesso ignorati o stampati male.