Come compilare la scheda tecnica della tua band
Passo per passo, con un esempio completo e gli errori che me la fanno mettere da parte quando la ricevo. In cinque punti, senza gergo inutile.
Cos'è la scheda tecnica di una band
La scheda tecnica è il documento che una band invia al locale, al festival o al service audio prima del concerto per dire cosa suona, come va ripreso e di cosa ha bisogno sul palco. Contiene quattro cose: lo stage plot (la pianta del palco con le posizioni di musicisti, amplificatori e monitor), la channel list (l'elenco numerato dei canali che entrano nel mixer), le richieste di monitor e impianto, e i contatti del referente tecnico. È lo stesso documento che service e agenzie chiamano rider tecnico, o tech rider in inglese: cambia il nome, non il contenuto. Serve a una cosa sola — permettere a chi ti ospita di preparare tutto prima che tu arrivi, invece di scoprire alle 18 che servono due DI in più.
Perché conviene farla bene
Una scheda tecnica chiara non è burocrazia: è tempo che ti torna indietro. Chi la riceve la usa per assegnare i canali, decidere quanti mix monitor mandare in palco, capire se il suo impianto basta e preparare i cavi giusti. Se è chiara, quando arrivi trovi il palco già patchato e il soundcheck comincia. Se manca o è confusa, il soundcheck comincia con venti minuti di domande — e quei venti minuti li perdi tu, non il locale.
C'è anche un effetto meno ovvio: una scheda fatta bene cambia il modo in cui ti trattano. Un documento ordinato dice che sai come funziona un palco, e chi lavora lì lo nota subito.
I 5 passi
1. Lo stage plot
È la prima cosa che il fonico guarda, spesso l'unica se ha fretta. Disegna il palco visto dall'alto, con il pubblico in basso, e metti ogni musicista dove sta davvero. Segna gli amplificatori, la batteria, i leggii, i monitor a pavimento e le prese di corrente che ti servono.
Il punto che fa la differenza è la scala reale: se il tuo disegno dice che la batteria occupa due metri e mezzo di larghezza, chi allestisce sa se ci sta sulla pedana. Uno schema fuori scala, con le icone tutte della stessa dimensione, è grafica — non informazione.
Indica anche il fronte palco e la posizione del pubblico. Sembra ovvio, ma metà degli stage plot che ricevo non lo dice, e destra e sinistra cambiano a seconda di chi guarda.
2. La channel list
È l'elenco numerato di tutto ciò che entra nel mixer, nell'ordine in cui vuoi che sia patchato. Per ogni riga servono tre informazioni: numero, sorgente (kick, snare, basso, voce lead…) e tipo di ripresa (microfono dinamico, condensatore, DI). Una quarta colonna di note serve per phantom 48V, stereo, o «porta lui il microfono».
Due regole che valgono più di tutto il resto: la numerazione deve essere coerente con lo stage plot, e l'ordine deve seguire la convenzione — prima la batteria, poi le percussioni, poi bassi e chitarre, poi tastiere, poi le voci. Non è un capriccio: è l'ordine in cui il fonico si aspetta di trovare i canali sul banco, e rispettarlo dimezza il tempo di patch.
Sul modello dei microfoni: indica il tipo, e se citi un modello aggiungi «o equivalente». Chiedere un modello preciso come obbligatorio non migliora il suono e crea solo un problema a chi quel microfono non ce l'ha.
3. I monitor
Scrivi quanti mix monitor indipendenti ti servono e cosa vuole sentire ognuno. «4 spie» non basta: quattro spie con un unico mix sono una cosa, quattro mix separati sono un'altra e non tutti i locali possono darteli.
Il formato che funziona è una riga per mix: «Mix 1 — voce: voce, un po' di kick e basso». Se usate in-ear, dillo esplicitamente e specifica se il sistema lo portate voi. E se sai di essere flessibile — per esempio che in un club puoi stare con due mix invece di quattro — scrivilo: è l'informazione che rende una scheda accettabile invece che problematica.
4. Il backline
Qui si generano quasi tutti i malintesi, e si risolvono con una sola accortezza: per ogni voce, dire se la porti tu o la chiedi al locale. Scrivere «batteria» in mezzo a un elenco non dice niente — e la sera del concerto è tardi per scoprirlo.
Fai due colonne, o due liste separate: «Portiamo noi» e «Chiediamo». Nella seconda sii realistico su cosa un locale può avere: un ampli per basso e un ampli chitarra sì, un pianoforte a coda accordato no.
5. Contatti, data e versione
In fondo, tre righe che sembrano banali e che valgono quanto tutto il resto: nome e telefono del referente tecnico raggiungibile il giorno dell'evento, la data dell'ultimo aggiornamento e un numero di versione.
La data e la versione servono a un problema molto concreto: i service archiviano le schede. Se l'anno scorso hai mandato una scheda con cinque elementi e quest'anno siete in quattro, senza una data chi la ripesca prepara il palco sbagliato.
Un esempio completo
Una band di quattro elementi: voce con chitarra acustica, chitarra elettrica, basso, batteria. Questo è il livello di dettaglio che basta per il 90% dei locali.
Stage plot
Batteria al centro sul fondo, basso a sinistra guardando il palco, chitarra elettrica a destra, voce con acustica in fronte al centro. Quattro monitor a pavimento, uno per postazione. Prese di corrente vicino ai tre amplificatori.
Channel list
| # | Sorgente | Ripresa | Note |
|---|---|---|---|
| 1 | Kick | Dinamico | |
| 2 | Snare | Dinamico | |
| 3 | Hi-hat | Condensatore | Phantom 48V |
| 4-5 | Overhead L/R | Condensatore | Stereo, phantom 48V |
| 6 | Basso | DI | Portiamo noi la DI |
| 7 | Chitarra elettrica | Microfono su ampli | |
| 8 | Chitarra acustica | DI | |
| 9 | Voce lead | Dinamico | |
| 10 | Cori (chitarra elettrica) | Dinamico |
Monitor
- Mix 1 — Voce: voce lead, un po' di kick e basso.
- Mix 2 — Chitarra: chitarra elettrica, voce, cori.
- Mix 3 — Basso: basso e kick.
- Mix 4 — Batteria: kick, voce e un po' di basso.
- In un club possiamo scendere a 2 mix: uno fronte palco condiviso, uno per la batteria.
Backline
| Portiamo noi | Chiediamo al locale |
|---|---|
| Chitarre, basso, testata basso, pedaliere, DI del basso | Ampli chitarra (combo valvolare o equivalente) |
| Rullante, piatti, pedale | Batteria completa senza rullante e piatti |
| — | 4 aste microfoniche a giraffa, 2 diritte |
Impianto e contatti
- PA adeguato alla sala, mixer FOH digitale da almeno 16 canali.
- Prese di corrente sul palco per i tre amplificatori.
- Referente tecnico: nome, telefono, email. Raggiungibile il giorno del concerto.
- Scheda tecnica v2.1 — aggiornata al 03/08/2026.
Gli errori che fanno scartare una scheda tecnica
Questi li vedo arrivare da chi organizza, non da chi scrive. Sono i motivi per cui una scheda finisce in fondo alla pila.
- Nessuna data e nessuna versione. Il service ripesca quella dell'anno scorso e prepara il palco per una formazione che non esiste più.
- Stage plot fuori scala. Tutte le icone della stessa dimensione: bello da vedere, inutile per capire se la batteria ci sta sulla pedana.
- Channel list che non corrisponde allo stage plot. Nove canali nella lista, sette elementi nel disegno: qualcuno dovrà chiamarti per capire.
- Backline ambiguo. Un elenco di strumenti senza dire chi li porta. È il singolo errore che genera più telefonate.
- Richieste non negoziabili senza alternativa. Un modello di microfono obbligatorio o sei mix monitor in un pub da cento posti: chi legge non può dire di sì, e spesso non risponde nemmeno.
- Formato sbagliato. File Word, Pages, o la foto di un foglio scritto a mano. Va in PDF, sempre.
- Dodici pagine per una band da quattro. Nessuno le legge tutte, e le informazioni che contano si perdono in mezzo.
- Nessun contatto raggiungibile. Una email guardata una volta a settimana non è un contatto tecnico.
Quante versioni tenere pronte
Due bastano quasi sempre. Una completa, per palchi grandi e festival, con tutti i canali e tutti i mix. Una ridotta per club e pub: meno mix monitor, batteria con meno microfoni, magari senza cori. Tenerle già pronte evita di fare tagli improvvisati la sera stessa — che è il momento peggiore per decidere a cosa rinunciare.
Se suonate anche in formazione acustica, quella è una terza scheda, non una nota a piè di pagina della prima.
Come inviarla
PDF allegato, non link a Drive che scadono o richiedono accesso. Nome del file leggibile: NomeBand_SchedaTecnica_2026_v2.pdf. Inviala insieme alla conferma della data, non il giorno prima: chi deve procurarti qualcosa ha bisogno di tempo per farlo.
Se il locale non risponde, non darlo per scontato: una telefonata di due minuti al tecnico il giorno prima vale più di tre email.
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Domande frequenti
Quanto deve essere lunga la scheda tecnica di una band?
Da una a due pagine PDF per una band fino a sei elementi. Una pagina con lo stage plot, una con channel list, monitor, backline e contatti. Se supera le tre pagine, quasi sempre contiene cose che il locale non leggerà.
«Scheda tecnica» e «rider tecnico» sono la stessa cosa?
Sì: sono lo stesso documento. In Italia le band dicono più spesso «scheda tecnica», mentre «rider tecnico» (o «tech rider» in inglese) è il termine più usato da service e agenzie.
Chi la scrive, la band o il fonico?
La scrive la band, idealmente insieme al proprio fonico se ne ha uno. Chi la riceve è il fonico del locale o del service, che la usa per preparare il patch e capire cosa serve.
Devo indicare i modelli esatti dei microfoni?
Meglio indicare il tipo (dinamico, condensatore, DI) e citare un modello solo come riferimento, aggiungendo «o equivalente». Chiedere modelli specifici come obbligatori restringe le opzioni del service senza migliorare il risultato.
Serve una scheda tecnica diversa per ogni locale?
Di solito bastano due versioni: una completa per palchi grandi e una ridotta per club e pub, con meno mix monitor e meno canali. Averle pronte evita di improvvisare tagli la sera stessa.
In che formato va inviata?
Sempre in PDF, con il nome del file che contiene nome della band, anno e versione. Documenti Word, Pages o foto dello schema scritto a mano vengono spesso ignorati o stampati male.