Stage plot in scala reale
Cosa significa «in scala», perché fa la differenza sul serio e come disegnare un palco con misure vere, online e gratis.
Cosa vuol dire «in scala reale»
Uno stage plot è in scala reale quando le distanze sul disegno rispettano le distanze vere del palco: un metro davanti al mixer e un metro in fondo al palco occupano lo stesso spazio sullo schema. Non serve per forza una scala «da architetto» come 1:50; conta che le proporzioni siano fedeli, così un riser da 3×2 metri e un wedge da 50 cm hanno l'ingombro giusto l'uno rispetto all'altro.
È l'opposto del disegno «a occhio», dove le icone si mettono dove capita e le dimensioni sono decorative. Quel tipo di schema comunica l'idea dell'allestimento, ma non risponde alle domande pratiche di chi deve montare il palco.
Perché la scala conta davvero
Chi allestisce non guarda uno stage plot per «vederlo bello»: lo guarda per capire se le cose ci stanno e cosa serve per farle stare. Ecco le domande a cui solo un disegno in scala risponde:
- Il riser della batteria entra? Un praticabile da 2×2 m in un fronte palco stretto cambia tutta la disposizione.
- Quanto cavo serve? Le lunghezze di multicore, linee monitor e alimentazione si stimano solo se le distanze sono vere.
- Dove passano le persone? I corridoi di servizio e le vie di fuga hanno bisogno di spazio reale, non simbolico.
- Quanto distano i monitor? La posizione dei wedge rispetto ai musicisti incide su resa e rientri.
- La backline sta nei tempi di cambio palco? Ingombri corretti = stime di montaggio realistiche tra un gruppo e l'altro.
In pratica: la scala trasforma lo stage plot da «immagine» a strumento di lavoro. È la differenza tra uno schema che il service apprezza e uno che deve reinterpretare.
Le misure che contano: ingombri tipici sul palco
Disegnare «in scala» ha senso solo se gli elementi partono dalle loro dimensioni vere. Ecco gli ingombri tipici di ciò che finisce più spesso su un palco: valori orientativi, che variano con modello e allestimento ma bastano a far tornare le proporzioni.
| Elemento | Ingombro tipico |
|---|---|
| Sedia da orchestra | ~45 × 45 cm |
| Leggìo | ~50 cm di fronte |
| Monitor spia (wedge) | ~55 × 35 cm |
| Ampli combo per chitarra | ~60 × 30 cm |
| Stack basso (testata + cassa) | ~70 × 45 cm |
| Tastiera su stand a X | ~1,3 × 0,5 m |
| Batteria acustica (ingombro) | ~2 × 1,5 m |
| Riser / praticabile per batteria | 2 × 2 m (modulo tipico) |
| Pianoforte a mezza coda | ~1,8 m di lunghezza |
| Pianoforte a gran coda | ~2,7 m di lunghezza |
Con questi ingombri sotto gli occhi ci si accorge subito, per esempio, che un riser da 2×2 m e uno stack basso davanti rubano quasi metà della profondità di un piccolo palco da club.
1:50 o 1:100? Come leggere la scala
Le scale tecniche si scrivono come rapporto. 1:50 significa che 1 cm sul disegno vale 50 cm reali; 1:100 che 1 cm vale un metro. Un palco da 10 metri occupa 20 cm a 1:50 e 10 cm a 1:100: per questo i disegni d'insieme molto grandi usano 1:100 e quelli di dettaglio 1:50. Su carta la scala è fissa e legata al formato del foglio; in un editor come StagePlot il rapporto resta costante a qualsiasi zoom, quindi non devi sceglierlo — le proporzioni sono sempre reali e il PDF esce già in scala.
Stage plot in scala vs disegno «a occhio»
Molti tool per stage plot lavorano con icone di dimensione libera: veloci, ma le proporzioni non tornano. Il rischio è consegnare un documento che sembra a posto e che in montaggio si rivela impreciso — il palco non è come sul foglio. Partire da elementi con le misure reali (una sedia da orchestra è 44 cm, un pianoforte a gran coda quasi 3 metri) evita quel divario fin dal primo trascinamento.
Gli errori di scala più comuni
- Icone tutte della stessa dimensione: un ampli grande come un microfono falsa ogni distanza a valle.
- Palco senza misure: senza larghezza e profondità reali non c'è scala, solo un'immagine.
- Riser e pedane dimenticati: rialzi e praticabili occupano spazio e cambiano gli accessi al palco.
- Nessun corridoio di passaggio: se non lasci le vie di servizio sul disegno, spariscono anche in montaggio.
- Backline incollata al fondale: gli ampli hanno bisogno di respiro dietro; addossarli al muro sul foglio nasconde il problema finché non è tardi.
Come fare uno stage plot in scala online (gratis)
Con StagePlot la scala è la base, non un'opzione. Il flusso è questo:
- Imposta il palco con le sue dimensioni reali (larghezza e profondità in metri) e, se vuoi, carica la planimetria del locale come sfondo.
- Trascina gli elementi dal catalogo: musicisti, strumenti, backline, monitor, microfoni e prese arrivano già dimensionati in scala reale.
- Sistema tutto guardando gli ingombri veri: se una cosa non ci sta, lo vedi subito.
- Esporta il PDF in scala, pronto da allegare al rider, senza registrazione.
Trovi il procedimento completo nella guida come fare uno stage plot.
Dalla scala nascono le liste tecniche
Il vantaggio di lavorare in scala con elementi «veri» è che il disegno conosce cosa c'è sul palco. Da lì il resto del pacchetto tecnico si costruisce dai dati, non a mano:
- La channel list si compila in automatico dagli strumenti che hai messo sul palco.
- Il rider tecnico raccoglie stage plot, canali, monitor e note in un unico PDF coerente.
- Le lunghezze di cablaggio e i carichi elettrici partono dalle distanze e dagli ingombri reali.
Quando lo stage plot è in scala, questi documenti restano allineati tra loro: cambi una cosa sul palco e le liste seguono.
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Domande frequenti
Che scala si usa per uno stage plot?
Non serve una scala fissa come 1:50: quello che conta è che le proporzioni siano reali, cioè che un metro sul palco corrisponda sempre alla stessa distanza sul disegno. Così ingombri e distanze restano fedeli alla realtà a qualsiasi zoom.
Perché uno stage plot deve essere in scala reale?
Perché il service usa lo stage plot per capire se le cose ci stanno: se il riser della batteria entra nel palco, quanto cavo serve, dove passano le persone, quanto distano i monitor. Un disegno «a occhio» non risponde a queste domande e porta a errori in montaggio.
Come faccio uno stage plot in scala gratis?
Con StagePlot: apri l'editor nel browser, imposti le dimensioni reali del palco e trascini elementi (musicisti, backline, monitor, prese) già in scala. Esporti poi il PDF in scala, senza registrazione.
Che differenza c'è tra scala 1:50 e 1:100?
In scala 1:50 un centimetro sul disegno vale 50 cm reali; in 1:100 vale un metro. La 1:100 serve per palchi grandi che devono stare in un foglio, la 1:50 per i dettagli. In StagePlot non devi sceglierla: le proporzioni restano reali a qualsiasi zoom e il PDF esce già in scala.
Quanto deve essere grande il palco nello stage plot?
Quanto è nella realtà: la larghezza e la profondità vere del palco sono il punto di partenza della scala. Se non le conosci ancora, parti da una misura verosimile (per esempio 8×6 metri per una band) e correggila appena hai i dati del locale.